La sanificazione dell’abitacolo con ozono

14 luglio 2015 Educational
sanificazione con ozono

L’ozono è una molecola presente in natura e formata da 3 atomi di ossigeno (formula O3). Si tratta di una molecola instabile, che si forma in particolari condizioni (ad esempio, in seguito a scariche elettriche dei fulmini o per azione dei raggi ultravioletti che arrivano dal sole) e che tende a decadere rapidamente in O2, perdendo cioè uno dei suoi 3 atomi e tornando così a essere la molecola di ossigeno che respiriamo.

Proprio questa tendenza a perdere un atomo di ossigeno lo rende un potente agente ossidante. L’ossidazione tende a far morire le cellule organiche. L’ozono è pertanto un eccellente disinfettante, riuscendo, anche in concentrazioni contenute, a eliminare acari, batteri e muffe in pochi minuti (per alcuni organismi si parla addirittura di secondi).

La rapidità di decadimento rende però impossibile la produzione e lo stoccaggio dell’ozono: il gas deve essere quindi prodotto sul luogo di impiego. Fortunatamente, per produrlo bastano piccole scariche elettriche nell’aria: in questo modo le molecole di ossigeno si “eccitano” e si formano i legami che generano le molecole di O3.

Come viene impiegato l’ozono in officina?

L’Ozone Maker utilizzato nei nostri centri produce ozono direttamente nell’abitacolo a partire dall’aria che respiriamo: piccole scariche elettriche generano molecole di O3 che girano libere nell’abitacolo e ossidano le sostanze organiche che vi ristagnano, raggiungendo ogni più inaccessibile angolo.

Il trattamento dura dai 20 ai 30 minuti, a seconda del volume dell’abitacolo e delle sue condizioni. In pratica, l’ozono agisce da disinfettante, sanificando e igienizzando l’ambiente, ma non sostituisce ovviamente le normali operazioni di pulizia per rimuovere l’eventuale sporco. Analogamente, si parla di effetti deodorizzanti e non deodoranti: l’ozono non profuma l’ambiente (anzi, per alcuni minuti dopo il trattamento è possibile che si avverta un odore un po’ pungente nell’abitacolo, legato al piccolo residuo di ozono) ma elimina i cattivi odori che derivano da muffe e funghi che si possono formare all’interno del veicolo.

Il trattamento con ozono non lascia residui: il gas non direttamente intervenuto nella disinfezione tende a decadere velocemente e a tornare semplice ossigeno.

Ci sono controindicazioni?

L’ozono decade molto rapidamente e torna ad essere ossigeno puro. Le alte concentrazioni raggiunte nell’abitacolo durante la sanificazione si dileguano già dopo pochi minuti dalla fine del trattamento e basta aprire le portiere e areare l’ambiente per ristabilire le normali concentrazioni di ozono naturalmente presenti nell’aria che respiriamo.

L’ozonizzazione quindi non comporta alcuna controindicazione né limiti sulla frequenza del trattamento (in genere, si consiglia la sanificazione una volta all’anno, ma in casi particolari, come ripetuta presenza di animali a bordo o climi molto umidi, può essere opportuno ripetere l’operazione ogni sei mesi).

Cosa dicono le istituzioni?

I primi impieghi di ozono per la sanificazione degli acquedotti risalgono agli inizi del ‘900. Da allora, si sono sviluppati i metodi per produrlo e nuovi impieghi civili e industriali sono stati concepiti.

In Italia, l’impiego di ozono per la sanificazione di acque minerali e cibi da conservare è disciplinato da Regolamenti del Ministero della Salute fin dalla metà degli anni ’90. La normativa più recente è il decreto del dicembre 2003 che attua una direttiva europea (la 2003/40/CE) che regolamenta l’utilizzo di ozono per scopi di sanificazione.